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30 Giugno 2026L’intelligenza artificiale sta modificando rapidamente il modo in cui vengono svolte le attività amministrative all’interno degli Enti Locali.
Non si tratta soltanto dell’introduzione di nuovi strumenti tecnologici, ma di una trasformazione che coinvolge il ruolo delle persone, le competenze richieste e il valore delle professionalità presenti negli uffici comunali.
Il cambiamento interessa soprattutto il modo in cui vengono raccolti, analizzati e utilizzati i dati a supporto delle decisioni.
Per questo motivo è utile comprendere quali profili professionali rischiano di perdere centralità, quali saranno maggiormente valorizzati e quali dovranno evolvere per continuare a rappresentare un punto di riferimento per l’organizzazione.
- I profili che rischiano di perdere valore
Le competenze esclusivamente operative, basate sulla capacità di elaborare dati mediante fogli di calcolo o strumenti analoghi, non scompariranno nell’immediato.
Tuttavia, il loro valore competitivo è destinato a ridursi progressivamente.
Per molti anni la capacità di costruire tabelle complesse, predisporre report, utilizzare formule avanzate o automatizzare elaborazioni con macro ha rappresentato un elemento distintivo all’interno degli uffici comunali. Oggi queste attività possono essere svolte sempre più facilmente da sistemi basati sull’intelligenza artificiale, che consentono di ottenere gli stessi risultati con tempi notevolmente inferiori.
Ciò significa che il semplice possesso di competenze tecniche nell’utilizzo di strumenti informatici non sarà più sufficiente a differenziare il contributo professionale di un funzionario.
- Le competenze che acquisteranno maggiore valore
Al contrario, saranno sempre più richieste le capacità di comprendere i processi amministrativi, formulare correttamente le richieste rivolte ai sistemi di intelligenza artificiale e interpretarne criticamente i risultati.
L’elemento distintivo non sarà più la costruzione materiale del report, ma la capacità di individuare quali informazioni siano realmente necessarie, quali dati utilizzare e come verificare che le elaborazioni prodotte siano coerenti con il quadro normativo e con le esigenze dell’ente.
In altre parole, il valore si sposterà dall’elaborazione tecnica del dato alla capacità di governarne il significato.
- L’evoluzione del ruolo del funzionario
L’intelligenza artificiale non sostituirà il funzionario competente. Ne modificherà, piuttosto, il ruolo.
Le professionalità oggi maggiormente orientate alla gestione operativa dei dati dovranno evolvere verso una funzione di collegamento tra la conoscenza amministrativa e le potenzialità offerte dai nuovi strumenti digitali.
Il funzionario del futuro sarà chiamato a comprendere le esigenze informative dell’Ente, tradurle in richieste efficaci verso gli strumenti di AI, verificare la correttezza dei risultati prodotti e individuare eventuali criticità o casi particolari nei quali una risposta formalmente corretta potrebbe risultare non conforme alla disciplina amministrativa.
Si tratta di un’attività a maggiore contenuto professionale, nella quale l’esperienza amministrativa, la conoscenza delle norme e la capacità di valutazione diventano elementi essenziali.
La qualità dei dati come condizione indispensabile
Ogni riflessione sull’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione incontra però un presupposto imprescindibile: la qualità dei dati.
Gli algoritmi possono generare analisi efficaci soltanto quando operano su informazioni complete, strutturate, aggiornate e facilmente accessibili.
Se i dati continuano a essere distribuiti tra applicativi non interoperabili, archivi separati, documentazione cartacea o fogli di calcolo locali, nessun sistema di AI potrà produrre risultati realmente affidabili.
L’efficacia dell’intelligenza artificiale dipende quindi dalla maturità dell’ecosistema informativo dell’ente.
Dove esiste interoperabilità tra i sistemi informativi, l’adozione dell’intelligenza artificiale può produrre benefici concreti. Dove, invece, persistono archivi isolati e informazioni non strutturate, la priorità rimane il miglioramento della qualità del patrimonio informativo.
Non è un caso che il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2024-2026 individui nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) l’infrastruttura strategica per favorire la condivisione e l’interoperabilità dei dati tra le amministrazioni.
Solo attraverso dati affidabili e accessibili sarà possibile sviluppare applicazioni di intelligenza artificiale realmente efficaci e sicure.
Il cambiamento riguarda soprattutto il modo di lavorare
Esistono attività nelle quali il controllo diretto dell’operatore rimane indispensabile, così come situazioni in cui la qualità dei dati non consente ancora un’elaborazione completamente automatizzata.
Ciò che sta cambiando, tuttavia, è il ruolo di questi strumenti all’interno del processo di lavoro.
Per oltre trent’anni il flusso operativo è stato sostanzialmente sempre lo stesso: estrazione dei dati dal gestionale, elaborazione tramite fogli di calcolo, predisposizione dei report e successiva trasmissione ai destinatari.
L’intelligenza artificiale tende progressivamente ad eliminare proprio questa fase intermedia, consentendo di ottenere direttamente le informazioni richieste attraverso interrogazioni sempre più semplici e naturali.
Il lavoro del funzionario non diminuisce; cambia la sua natura.
La costruzione delle tabelle lascia spazio alla capacità di formulare le domande corrette, interpretare criticamente le risposte e assumere decisioni consapevoli.
In questo senso, la vera trasformazione non è soltanto tecnologica, ma culturale.
La sfida che i Comuni devono affrontare oggi
Gli enti che iniziano fin da ora a investire nella qualità dei dati, nell’interoperabilità dei sistemi informativi e nello sviluppo delle competenze digitali del personale costruiscono le condizioni per utilizzare efficacemente l’intelligenza artificiale nei prossimi anni.
La competitività delle amministrazioni pubbliche non dipenderà esclusivamente dall’adozione di nuovi strumenti tecnologici, ma soprattutto dalla capacità delle persone di utilizzarli con competenza, senso critico e piena consapevolezza del contesto amministrativo nel quale operano.
La vera sfida non consiste quindi nell’imparare a utilizzare l’intelligenza artificiale, ma nel ripensare il modo in cui gli uffici comunali producono conoscenza, assumono decisioni e generano valore pubblico.
Cosa può fare Dasein
I nostri consulenti, con metodologie collaudate accompagnano l’Ente all’introduzione graduale e funzionale dell’Intelligenza Artificiale:
- Assessment dell’organizzazione per verificare il grado di “ricettività” e calibrare gli interventi consulenziali e formativi;
- Formazione di base per tutto il personale, per sviluppare una cultura digitale diffusa;
- Formazione specialistica per i ruoli chiave (dirigenti, funzionari, responsabili di servizio) sulle logiche di data analysis, automazione e project management;
- Redazione di roadmap operative per l’adozione graduale dell’IA;
- Gestione di progetti pilota in ambiti circoscritti per testare efficacia e impatti.
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