INFORMATIVA Enti Locali N. 22/2026
28 Settembre 2026L’intelligenza artificiale non arriverà nel vostro Ente come un cambiamento improvviso da subire, ma come un percorso pianificato, con regole chiare e tempi definiti, da integrare nel prossimo PIAO, nella sua finalità di documento integrato di programmazione gestionale.
Il collegamento tra IA e PIAO è esplicito: le stesse Linee guida AgID per l’adozione dell’IA (Determinazione n. 17/2025) prevedono che la strategia per l’IA debba essere coerente con la strategia definita nel PIAO, con la strategia sui dati e con il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione.
Quindi il PIAO non è un adempimento parallelo all’AI Act: è il contenitore naturale in cui far confluire buona parte degli obblighi.
Ecco dove e cosa inserire, sezione per sezione
Sezione 2 – Valore pubblico, performance e rischi corruttivi
Valore pubblico e performance
Se l’Ente ha in corso o in programma progetti di adozione dell’IA, questi vanno inseriti come obiettivi e azioni specifiche, con i relativi indicatori (ad esempio: tempi di istruttoria, riduzione degli errori), collegando l’investimento in IA al miglioramento dei servizi.
Rischi corruttivi e trasparenza
Qui vanno richiamate le misure di trasparenza algoritmica e le eventuali valutazioni d’impatto (DPIA e, se il sistema rientra tra quelli ad alto rischio, FRIA), oltre al principio di non esclusività della decisione automatizzata.
Sezione 3 – Organizzazione e capitale umano
È la sezione che più direttamente intercetta l’AI Act.
Sottosezione “Struttura organizzativa”
Individuazione del referente o responsabile interno per l’IA (spesso il RTD) e, se previsto, di un gruppo di lavoro o di una cabina di regia dedicata all’IA.
In questa sottosezione può essere inserita la mappatura dei processi per individuare quelli critici, analizzarne i flussi e identificare i punti in cui l’introduzione dell’IA può produrre un beneficio verificabile.
Sottosezione “Piano triennale dei fabbisogni del personale”
Indicare eventuali nuove competenze o profili da acquisire (data governance, IA), coerentemente con le indicazioni sulle competenze, sul gap e sul potenziale. L’analisi dei dati relativi ai fabbisogni rappresenta inoltre un input per la programmazione delle azioni di formazione continua, da inserire proprio nella sezione Organizzazione e Capitale Umano.
Sottosezione “Formazione del personale”
Qui va inserito il piano di alfabetizzazione all’IA del personale, obbligo già vigente (art. 4 AI Act, in vigore dal febbraio 2025), distinguendo la formazione di base per tutti i dipendenti dalla formazione mirata per coloro che utilizzeranno sistemi di IA in processi che incidono sui diritti dei cittadini.
Le Linee guida AgID insistono proprio su questo aspetto: le Pubbliche Amministrazioni devono investire nella formazione del proprio personale e promuovere iniziative di alfabetizzazione digitale, al fine di garantire un’adozione dell’IA consapevole, inclusiva e responsabile.
Riferimenti normativi da citare nel PIAO
Vale la pena richiamare esplicitamente non solo l’AI Act, ma anche il quadro nazionale che si è consolidato nel corso del 2026:
- Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act): con lo stato di attuazione aggiornato. Dal 2 agosto 2026 sono entrati in vigore gli obblighi di trasparenza verso l’utente, mentre il differimento riguarda le regole sui sistemi ad alto rischio (posticipate dal Digital Omnibus).
- Legge n. 132/2025: la legge italiana sull’IA, che promuove un uso corretto, trasparente, responsabile e antropocentrico dell’intelligenza artificiale e interviene, tra gli altri, nei settori del lavoro, delle professioni, della pubblica amministrazione, della giustizia e del diritto d’autore.
- DPCM 2 luglio 2026 e CCNL di riferimento (per gli enti locali, il CCNL Funzioni Locali, in analogia a quanto già previsto dal CCNL Funzioni Centrali 2025-2027, le cui disposizioni sull’intelligenza artificiale si applicano già ai dipendenti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici): occorre verificarne l’applicabilità nel comparto degli enti locali, poiché incidono su reclutamento e formazione, materie proprie della Sezione 3.
- Linee guida AgID: quelle per l’adozione dell’IA (Determinazione n. 17/2025, in fase di adozione definitiva) e le due linee guida in consultazione nel 2026 sullo sviluppo e sul procurement (Determinazione n. 43/2026). Da queste linee guida è utile richiamare nel PIAO anche la classificazione delle Pubbliche Amministrazioni in quattro profili operativi, in base al livello di autonomia nell’utilizzo dell’IA, utile per posizionare l’Ente e motivare le azioni intraprese.
- Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2024-2026: il PIAO dovrebbe essere coerente con questo strumento, che offre anche checklist operative per pianificare gli interventi e indicatori di successo per misurarne l’impatto.
Cosa può fare Dasein
I nostri consulenti, con metodologie collaudate, accompagnano l’Ente nelle attività necessarie all’adozione del PIAO e al rafforzamento dell’integrazione tra le sezioni che lo compongono.
Inoltre, accompagnano l’Ente nell’introduzione graduale e funzionale dell’Intelligenza Artificiale attraverso:
- predisposizione di strumenti e regolamenti per la governance e le responsabilità;
- formazione di base per tutto il personale, finalizzata a sviluppare una cultura digitale diffusa;
- assessment dell’organizzazione per verificarne il grado di ricettività e calibrare gli interventi consulenziali e formativi;
- formazione specialistica per i ruoli chiave (dirigenti, funzionari e responsabili di servizio) sulle logiche di data analysis, automazione e project management;
- redazione di roadmap operative per l’adozione graduale dell’IA;
- gestione di progetti pilota in ambiti circoscritti per testarne l’efficacia e valutarne gli impatti.
Richiedi un appuntamento e un preventivo per il tuo Ente a info@dasein.it o chiamaci allo 011 2404211.
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