Project Description

Studio di fattibilità per l’esercizio associato di funzioni della comunità collinare “Intorno al lago”

Premessa

Il Legislatore Nazionale, dopo anni di tentennamenti, con la Legge n. 265/99 prima e il D.lgs. 267/00 che hanno riformulato in maniera organica la Legge n. 142/90, ha definito in modo chiaro il ruolo delle Comunità Montane e delle Comunità collinari nell’ambito dell’organizzazione e mappatura dei poteri degli enti locali cosiddetti minori.

Era osservazione comune, infatti, come la forte accentuazione dei poteri di autonomia nella rappresentanza delle comunità locali conferita ai Comuni con le varie leggi emanate nell’ultimo decennio trascorso ed anche il rapporto privilegiato tra i cittadini e gli amministratori comunali (Sindaco e Consiglio) indotto dalla elezione diretta voluta dalla Legge n. 81/93, aveva finito per ridurre considerevolmente il ruolo programmatico generale affidato dalla vecchia Legge n. 1102/71 alle Comunità Montane e collinari.

A ciò si è aggiunto il fatto determinante della assoluta mancanza di fondi per l’attuazione dei piani di sviluppo socio – economico.

Per questi due fattori negativi, quindi, le Comunità Collinari si sono trovate in una grave crisi di identità istituzionale.

Molti hanno cominciato a chiedersi se questi enti avessero ancora un significato e alcune forze politiche ne hanno ipotizzato, in passato, la soppressione.

Nel contempo, però, le Amministrazioni Comunali dei Comuni di minori dimensioni e quindi in particolare quelle dei Comuni montani, hanno cominciato ad avvisare un crescente disagio e difficoltà nel dover attendere a compiti e funzioni sempre più impegnativi con strutture e strumenti progettati in tempi in cui le esigenze e le possibilità erano ben diverse e relative ad un contesto socio – culturale che negli ultimi anni è cambiato radicalmente ed in modo accelerato.

Ritenere infatti di poter continuare a tirare avanti con le vecchie strutture, chiuse in se stesse, fidando nel buon Sindaco o nel buon Segretario o nel buon impiegato, che risolve tutti i problemi in modo sufficiente, ormai è solo miopia, e miopia talvolta pericolosa e costosa.

C’è poi il rischio che, non riuscendo i piccoli Comuni a gestire i tanti spazi di autonomia oggi loro concessi o richiesti, si ingeneri nell’opinione pubblica un indirizzo contrario a quello in atto e si ritorni a forme di governo centralistico.

Alcune Comunità collinari, sono riuscite a venire incontro alla esigenza dei Comuni di disporre di supporti operativi attraverso l’attivazione di uffici specializzati, ed in questo esse hanno trovato un ruolo nuovo riconosciuto dai Comuni stessi ed ora formalizzati dal D.lgs n. 267/00, che attribuisce specificatamente alle Comunità Montane e Collinari, definite unioni tra i Comuni, la gestione dei servizi associati.

Da tutto questo deriva, per le Comunità Montane e Collinari, l’esigenza di avere idee e soprattutto intenti e accordi ben definiti con i Comuni, oltre che avere un piano di riferimento con contenuti reali e concordati con le Amministrazioni comunali.

Obiettivi del progetto

In particolare, da questo punto di vista, appare sicuramente problematica la realtà di piccoli comuni che, da una parte, hanno sicuramente minori risorse di sistema da mettere in campo per accrescere le loro potenzialità d’intervento e, dall’altra, hanno tardato a far nascere strutture associative in grado di utilizzare al meglio le poche risorse disponibili attraverso i quali possono erogare servizi in modo più coordinato, efficiente ed economico.

Oggi le prospettive dei piccoli comuni, se non interverranno elementi di profondo cambiamento, si fanno sempre più difficili per la tenaglia che si è creata tra la crescita dei costi di gestione e la necessità di approvvigionare risorse quasi esclusivamente attraverso la fiscalità locale. Ma non basta.

Gli ulteriori elementi di difficoltà sono originati dalla progressiva frammentazione e parcellizzazione delle attese d’intervento e dal crescere dei livelli di complessità dell’azione amministrativa. Entrambi questi fattori necessitano di sempre più elevati livelli di qualità della prestazione amministrativa e di governo, non sempre riscontrabili nelle realtà che hanno così scarsi strumenti a disposizione.

E allora bisogna agire su più versanti tesi ad ottimizzare i processi decisionali ed operativi e, conseguentemente, a ridurre i costi del sistema locale.

Possiamo, quindi, cercare di sintetizzare le riflessioni che abbiamo sviluppato: la progressiva riduzione dei trasferimenti statali e la crescita della pressione tributaria e tariffaria locale hanno progressivamente sviluppato una nuova attenzione verso l’efficienza gestionale e nuovi livelli di responsabilità nei processi di spesa; l’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti delle province ha indotto forti legami con l’attuazione dei programmi e il raggiungimento degli obiettivi previsti, al punto da favorire processi di innovazione delle organizzazioni comunali e dei sistemi gestionali, oggi giustamente considerati strumenti funzionali all’attuazione degli interventi; lo stesso sistema elettorale ha introdotto più elevati livelli di legittimazione degli organi di governo e di riconoscibilità dei loro componenti, tali da non venir messi in discussione dalla possibile nascita di centri operativi e decisionali esterni all’organizzazione comunale; i cittadini hanno sviluppato la piena consapevolezza che il mandato elettorale assegna ampi poteri ma è finalizzato al raggiungimento di precisi risultati.

Nella proposta progettuale elaborata abbiamo individuato tra le molteplici funzioni erogate dai Comuni alcune che potrebbero essere gestite in forma associata.

L’identificazione di quelli tra i servizi erogati gestibili in forma associata è frutto delle seguenti valutazioni:

  • La possibilità di attivare nuovi servizi (per esempio la creazione di banche dati per la gestione del servizio tributario, la costituzione di un ufficio progettazione, ecc..)
  • La necessità di fornire alcuni importanti servizi che per ragioni di natura diversa gli enti o non sono in grado di erogare oppure la prestazione è di un livello qualitativamente basso (ad esempio la gestione associata del servizio tecnico è una necessità sorta per l’assenza presso alcuni Comuni della figura del Tecnico comunale e gestione in forma associata del servizio di Polizia Municipale)
  • Ottenimento di economie di scala conseguenti alla gestione associata (per il contenimento delle spese relative alle attività interne e migliore allocazione del personale, nonché la possibilità di ottenere contributi regionali o statali)
  • Ultimo, ma non meno importante la presenza nell’organico della COMUNITÀ COLLINARE INTORNO AL LAGO delle risorse professionali da destinare alla gestione degli uffici associati.

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